Il caso di studio: immobile di lusso
Le abitazioni di lusso in Italia vengono classificate come immobili con destinazione ordinaria del gruppo catastale A, nelle 3 seguenti categorie:

A/1 Abitazioni di tipo signorile
A/8 Abitazioni in ville
A/9 Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici.

Per verificare se la propria casa o quella che si intende acquistare ricade in una di queste categorie è possibile controllare la visura catastale aggiornata.

Nel caso in cui si acquisti come prima casa un immobile di lusso non sarà possibile godere delle agevolazioni di legge e si pagheranno le tasse calcolate come se si trattasse di una seconda casa anche se si è in possesso degli altri requisiti.
Vi abbiamo già spiegato come calcolare le tasse sulla seconda casa.

In merito all' Imu invece precisiamo che è dovuto anche nel caso il proprietario abbia collocato la propria residenza nell’immobile, nel Comune di Imola ad esempio l’aliquota è del 6 per mille e spetta una piccola detrazione di 200 euro.

Particolare attenzione va prestata nel caso in cui si decida di acquistare un immobile fondendo 2 unità. In questi casi l'Agenzia delle Entrate potrebbe inviare un avviso di accertamento e contestare quanto presentato dal tecnico. L'Agenzia delle Entrate può richiedere una modifica della rendita catastale e della categoria proposta e spesso l'accertamento arriva anche dopo 12 mesi.

Sarebbe spiacevole acquistare con i benefici prima casa, calcolando le imposte sulla base di quanto proposto dal tecnico e ricevere una comunicazione successiva di revoca dell'Ade con sanzione, annullamento di tali benefici e pagamento della differenza.

Consigliamo quindi di valutare accuratamente i rischi di un possibile accertamento sulla base delle caratteristiche dell'immobile stesso: superficie, numero di bagni, pregio e finiture, eccetera. Un buon geometra sarà in grado di valutare a monte l’operazione di fusione e consigliarla o meno al cliente.

Un parametro di riferimento sul quale ancora si discute, è la superficie utile complessiva, secondo la normativa non deve superare i 240 mq. Tale parametro va conteggiato, includendo i muri e prendendo in considerazione l’uso degli ambienti e non la loro effettiva abitabilità, escludendo cantine, soffitte, terrazzi, balconi, scale e posti macchina.
Relativamente a questo calcolo ci sono state molte sentenze in Cassazione che si possono visionare anche in rete.

Attenzione perché in una sentenza del 2018 si è espressa precisando che anche sottotetti e seminterrati devono essere considerati superficie utile ai fini della classificazione immobiliare se rifiniti e provvisti di impianti che li rendano utilizzabili.