Che cos'Ŕ la cedolare secca e perchŔ sceglierla?
La tassazione delle locazioni abitative ha subito una sferzata di novità nel 2011 con l’introduzione di un nuovo regime di tassazione denominato: cedolare secca.

Oggi i locatori che devono stipulare un nuovo contratto di affitto hanno 2 opzioni a disposizione: possono scegliere il regime classico di tassazione (con pagamento di imposta di registro, bolli ed irpef sul reddito) o quello di cedolare secca. I locatori inoltre hanno la possibilità di modificare il regime fiscale per l'anno successivo anche in occasione del rinnovo del contratto annuale.

Ma in che modo la cedolare secca può risultare conveniente?

La differenza è sostanziale in quanto la cedolare secca si comporta come una piccola flat tax.
Ecco cosa succede: viene meno il pagamento delle spese di registrazione e di quelle relative a proroghe, rinnovi e disdetta; inoltre il reddito ricavato dalla locazione, non viene sommato ai restanti ma viene tassato a parte utilizzando un’aliquota fissa uguale per tutti i locatori sul suolo nazionale.

Per la nostra area: Imola e comuni del Cirdondario Imolese sono state riconfermate le aliquote della cedolare secca dell’anno passato anche per il 2019: 10% per contratti 3+2 concordati e 21% per contratti liberi 4+4.

Il pagamento viene effettuato durante l'anno in 1 o 2 tranche in base all'importo.

Chi invece opta per il regime classico oltre alle spese di registrazione e successive (rinnovi, proroghe e disdetta) è tenuto al pagamento dell’ IRPEF e delle addizionali in misura proporzionale sul suo reddito complessivo.

Per chi volesse cimentarsi con il calcolo ricordiamo che le aliquote IRPEF 2019 sono le seguenti:
 fino 15.000 euro l’IRPEF ammonta al 23%. Per la quota che supera i 15.000 fino ai 28.000 euro ammonta al 27%. Per la quota eccedente i 28.000 fino ai 55.000 euro è del 38%. Da 55.000 a 75.000 euro aumenta al 41% e oltre è del 43%.

E’ possibile applicare il regime di cedolare secca anche alle locazioni brevi, ai transitori e ai contratti stipulati con studenti, inoltre da quest'anno anche ai commerciali aventi per oggetto negozi C/1.
Non è possibile invece applicare la cedolare secca al contratto di comodato d’uso gratuito che sconta il pagamento di imposte fisse.

Come dicevamo il locatore può modificare la propria scelta in occasione del rinnovo annuale, in questo caso però è necessario inviare in anticipo, una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno al conduttore affinché sia informato della modifica contrattuale.

Nei nuovi contratti è possibile evitare di inviare la lettera inserendo la seguente clausola contrattuale nel testo del contratto:
I locatori, ai sensi e per gli effetti dell’art. 3, comma 11, Dlgs. N. 23/2011 comunicano di optare per la tassazione ad imposta sostitutiva “cedolare secca” del canone di locazione e pertanto di rinunciare, per tutto il periodo di validità dell’opzione stessa, alla richiesta dell’aggiornamento del canone (ISTAT). In caso di revoca della suddetta opzione si renderà dovuta l’imposta di registro annuale e la parte locatrice potrà richiedere l’aggiornamento del canone. Verificandosi tale situazione sarà premura darne apposita comunicazione.”

Segnaliamo che ciascun locatore ha una condizione reddituale diversa e che quindi occorre verificare ogni volta la propria situazione personale con il commercialista, questo anche nel caso in cui marito e moglie siano proprietari di un appartamento e decidano di affittarlo. Particolare attenzione va prestata nel caso in cui si goda di agevolazioni fiscali provenienti da ristrutturazioni, ecc…

L’Agenzia Mizar offre il proprio supporto a 360° ai clienti che intendono affittare un immobile e valutare prima di tutto la tipologia contrattuale e il regime fiscale più conveniente.