Il caso degli accumulatori seriali? Parliamone!
Gran parte della popolazione ha approcciato questo problema per la prima volta grazie al canale televisivo di Real Time e alla loro serie documentario dedicata agli accumulatori seriali, chiamata “Sepolti in casa”.

Le patologie mentali però rimangono ancora un tabù nella nostra società e vorremmo dare un contributo per portare alla luce questo disturbo di cui soffrono non solo le persone ma conseguentemente anche le case che si imbruttiscono e diventano difficili da vendere.

Proprio così, le case e i condomini possono diventare luoghi pericolosi perché la mancanza di spazio vitale e l’accumulo di oggetti innesca delle condizioni non solo di mancato comfort ma anche di sicurezza!

Un passaggio ostacolato può comportare il rischio di farsi male, la pericolosità strutturale dell’edificio, l’impossibilità di intervenire su un incendio, ma anche un pericolo sanitario dovuto alla pulizia difficoltosa o impossibile dell’unità immobiliare.

Sono situazioni che mettono a repentaglio gli abitanti e i famigliari ma anche gli inquilini dell’intero palazzo.

Disposofobia e sillogomania sono altri termini che indicano il medesimo disturbo che non è da confondere con il collezionismo.

I collezionisti curano e presentano al meglio i loro oggetti catalogandoli e mantenendoli, il loro fine è completare la collezione non giustificarne l’utilità.
Il disposofobico invece come dicevamo, accumula oggetti di scarso valore come materiale elettrico, buste della spesa, cartoni e confezioni vuote, libri, eccetera occupando tutti gli spazi vitali della casa.

Questo disturbo patologico è caratterizzato dalla coesistenza di 2 problemi: l’accumulo di beni di scarso valore e l’incapacità di disfarsene e buttarli.

L’accumulo compulsivo deriva da uno shock emotivo suscitato da una condizione di forte stress, ad esempio il lutto di una persona casa e uno stato di solitudine improvvisa, un incendio o un disastro che ha colpito la nostra casa che non ci permette più di viverla come siamo abituati.

Le ricerche in campo statistico indicano che il malato è spesso una persona sovrappeso, intelligente e forbita, di sesso maschile e di età avanzata, senza limitazioni di ceto o classe sociale. Il disposofobico ha inoltre un carattere molto rigido, è un perfezionista ma non reputa un problema la sua condizione anzi ne è soddisfatto.
Purtroppo non si tratta di un disturbo facile da curare, queste persone tendono a chiudersi e a rigettare l’aiuto di persone esterne che si offrono di dare una mano per riordinare.

Un malato tenderà a trovare sempre delle scuse per evitare di fare spazio e riordinare, la robaccia accumulata in casa diventerà preziosa ed estremamente utile nel momento in cui gli sarà chiesto di rimuoverla e sarà necessario il supporto psicologico di un professionista.

Siamo certi che non sia capitato solo a noi, agenti immobiliari, di imbatterci in una casa in cui l’ambiente era reso soffocante dalla quantità di roba. Noi siamo rimasti particolarmente scioccati e abbiamo deciso di compiere delle ricerche per approfondire.  Lo stile di vita minimalista che vorremmo adottare è proprio il polo opposto!

Sappiamo bene che anche sentire parlare di una vita minimalista spaventa e provoca tensione negli interlocutori perché la società odierna ci porta a consumare molto per compensare dei vuoti emotivi e a legarci alle cose materiali. Fare decluttering è sempre molto faticoso per tutti!

Quando sentite la parola minimalismo non dovete pensare soltanto ad una casa dalle pareti bianche con 3 mobili al suo interno (architettura minimalista), dovete pensare invece ad uno stile di vita meno legato ai beni materiali che vi consentirà di essere più felici, di avere più tempo per voi stessi, per la famiglia e per vivere nuove esperienze. Nel prossimo articolo vi spiegheremo esattamente le basi di questa filosofia di vita e i suoi meravigliosi effetti su noi stessi!