Perché scegliere una vita minimalista? La nostra esperienza
In passato vi avevamo già parlato del libro di Marie Kondo incentrato sul riordino dei nostri armadi e delle nostre vite e durante il lockdown ci siamo appassionati ancora di più a queste tematiche.

Il periodo rallentato ci ha permesso di leggere e documentarci per intraprendere uno stile di vita meno consumistico, volto a ridurre il nostro impatto ambientale.

Ma non si tratta solo di questo! Ci siamo guardati intorno, confrontando la nostra condizione a quella dei ceti sociali più alti e dei ceti sociali più bassi e abbiamo riflettuto: i nostri bisogni primari sono soddisfatti e la nostra felicità ha poco a che vedere con la quantità di oggetti che possediamo!

Coltivare la riconoscenza per ciò che abbiamo e capire di avere abbastanza ci sta rendendo uomini più ricchi!

Se non siete convinti potreste provare ad elencare su un foglio, il contenuto di una stanza o di un mobile, siete ancora convinti di avere poche cose?

Se questo non basta fatevi raccontare le storie dei vostri nonni e bisnonni e della vita ricca di privazioni ma felice che hanno vissuto da bambini!

Avvicinarsi ad uno stile di vita minimalista infatti permette di vivere in modo più semplice e di fare in modo che anche gli altri vivano più leggeri perché questa tendenza strizza l’occhio alla sostenibilità tutelando il prossimo e l’ambiente.

Ogni volta che rinunciamo ad un acquisto inutile riducendo il nostro fabbisogno, ci facciamo prestare o ci facciamo bastare ciò che abbiamo, facciamo un piccolo regalo al pianeta e incredibilmente siamo più felici!

Non viviamo in una bolla e ogni azione si ripercuote sul resto del mondo, comprendere l’impatto del nostro stile di vita ha molte ripercussioni positive.

Prima di tutto riducendo i consumi le nostre case saranno più libere da ingombri, più belle e più facili da pulire! Di conseguenza anche più vendibili!

Avremmo finalmente più tempo da dedicare a noi stessi, ai nostri hobby, alla formazione oppure alla famiglia e più spazio in casa per poterlo fare!

Questo stile di vita inoltre ci permette di risparmiare denaro, limitare i danni sul pianeta e le condizioni di lavoro ingiuste.

Quando si compra qualcosa non ci si deve soffermare unicamente sul prezzo ma indagare: informarsi sulla composizione, capire dove è stato prodotto e chi l’ha fabbricato perché non è giusto che chi è dall’altra parte del mondo venga sfruttato in condizioni di lavoro pericolose e sottopagate per realizzare un nuovo paio di jeans.

Ci sono paesi in cui l’inquinamento delle acque e dell’aria sono a livelli pericolosissimi e dobbiamo cercare prodotti che arricchiscano la comunità e non distruggano vite ed ecosistemi.

Ogni extra che ci concediamo potrebbe essere una privazione per altri e vi consigliamo un documentario molto bello di Netflix che parla proprio delle condizioni inumate che molti lavoratori tessili del Bangladesh sono costretti a sopportare per produrre abiti per le grosse catene, si chiama “The true cost”.

La soluzione più semplice è acquistare meno, comprare oggetto usati o di qualità!

Si può arredare la propria casa anche in modo sostenibile
! Vi ricordate il nostro articolo?


Speriamo di avervi trasmesso energia positiva e nel prossimo articolo vi daremo dei consigli per scegliere con cura i vostri oggetti, stay tuned!

Una vita libera dalle cose è una vita migliore e avrete modo di capirlo perché come promesso vorremmo parlarvi anche di un argomento tabù, ossia degli accumulatori seriali.